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Archive for » aprile, 2014 «

Quando leggerai questa lettera di Vincente Gramaje

Amo le storie dove i protagonisti rimangono colpiti da un evento, una persona o un oggetto e si avventurano in viaggi per scoprirne di più.

La vicenda narrata in questo libro segue questo filone. Il protagonista questa letteraVictor, è un medico che ha lasciato la professione per i sensi di colpa dopo la morte della moglie per un cancro al seno, cancro che non le aveva saputo diagnosticare in tempo, errore ripetuto in seguito con un altro paziente, al quale nonostante le lastre, non aveva trovato un tumore al polmone, finito poi in metastasi. Il doppio errore lo condanna a sentirsi un incapace, quindi mette da parte il lavoro e si dedica ad altro.

Durante un viaggio in Nord Africa, assiste a degli scavi archeologici dove vengono rinvenuti ammassi di ossa. In mezzo alle ossa emerge anche una bottiglia di vetro che contiene un foglio di carta.
In un momento di distrazione degli addetti, riesce a mettersi nella sacca la bottiglia. Giunto in albergo è combattuto tra l’idea di romperla per vedere cosa contiene, e quella di lasciarla integra come un cimelio. Alla fine la rompe e tra le mani si trova una lettera indirizzata a una donna spagnola.

Affascinato all’idea di restituire la lettera alla legittima proprietaria, o perlomeno ai suoi eredi, visto che le ossa trovate sono i resti dei soldati caduti nel 1921 nella disfatta di Annual, Victor inizia un viaggio per portare avanti questo suo progetto.

A mio parere, la storia sarebbe molto bella se non fosse inframmezzata dalle continue descrizioni della vita dei soldati durante la guerra del 1921 per mantenere il protettorato in Marocco. Ho trovato questi capitoli piuttosto noiosi e troppo lunghi, e pesanti nella vicenda. E’ giusto infatti far conoscere a chi apparteneva la bottiglia, ma indugiare troppo nelle descrizioni delle battaglie e della vita sul campo alla lunga non convince.

Nonostante questo, le ultime pagine del libro mi hanno commossa, il finale è comunque molto bello.
Ma il libro mi ha convinta solo a metà.

Voto 6,5/10