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Archive for » novembre, 2013 «

La voce invisibile del vento di Clara Sanchez

La parola con cui definirei questo libro è onirico, perché racconta di quello che in realtà è un lungo sogno…

La-voce-invisibile-del-vento-692x1024Spagna. Julia e Félix sono partiti per una vacanza al mare, con il loro figlioletto Tito. Hanno preparato i vari bagagli per il viaggio, ma come sempre accade manca qualcosa.  Ed è una cosa fondamentale: il latte per il piccolo che ha bisogno di mangiare e certo non può attendere.

Julia decide di uscire in auto per andare a cercare una farmacia per comprare il latte, ma quando esce con il sacchetto ed è pronta per tornare a casa, si rende conto di non aver fatto troppa attenzione alla strada percorsa  all’andata, e di non avere bene in mente dove si trova il residence che sarà la loro casa nel periodo di vacanza.

Prova a chiamare Félix ma non riceve risposta.

Da questo momento seguiamo Julia nella sua strana vita senza un orizzonte fisso, perché per quanti sforzi faccia, non riesce più a ritrovare la strada giusta.
Inizia quindi a vivere una vita che mai si sarebbe aspettata, rubando nei supermercati, frequentando gente poco raccomandabile e scoprendo una parte di sé che si potrebbe definire libera. Al contempo, ogni sforzo che Julia fa per mettersi in contatto con il marito finisce senza esito. Leggendo ci si chiede più volte: come potrà procedere questa strana vita in cui Julia si è ritrovata suo malgrado?

Il libro però racconta anche la storia dal punto di vista di Félix, il marito. E scopriamo che Julia in realtà non ha perso la strada, ma ha avuto un incidente e giace in coma in una stanza d’ospedale. Ovviamente Félix non è al corrente della vita onirica che Julia sta vivendo, e spende le sue giornate nell’attesa di un segnale di risveglio da parte di sua moglie. Ma si occupa anche di Tito e vive la sua paternità in maniera più profonda.

Anche su questo libro ho letto molte critiche negative. A me non è dispiaciuto, perché mi piacciono le storie introspettive, e immaginare che durante il coma si possa vivere una vita su un piano differente è un’idea che trovo affascinante.

Non mi sono annoiata, come ho letto in diverse recensioni al libro, ma invece mi sono trovata a riflettere su come la vita possa cambiare in un attimo, e su come possano esistere dimensioni a noi sconosciute.

Voto 7/10

Category: ebook, libri drammatici  Comments off

Autobiography di Morrissey

AutobiographyHo finito di leggere ieri l’Autobiografia di Morrissey, che in Italia uscirà l’anno prossimo, ma che grazie alla facilità con cui si acquistano gli ebook ho potuto avere in pochi secondi sul mio Kindle.

Prima devo fare qualche critica, del tipo perché un capitolo unico, lunghissimo, inframmezzato da foto, e formattato un po’ alla carlona? Questo non rende la lettura più piacevole.

Ci sono parti un po’ tediose, lunghissimo il racconto della guerra in tribunale con Mike Joyce ex Smiths e avido di soldi in una maniera incredibile. Una lunga parte in cui Morrissey racconta dei suoi video, uno per uno ed un’altra dei concerti. Ma certo chi legge questa biografia va in cerca anche di particolari non noti della vita del proprio mito (Morrissey non può essere altro che un mito…).

Così scopriamo di un mancato rapimento in Messico, poi di Gelato, l’amico con cui condivide il periodo romano dove soggiorna all’Hotel de Russie per quasi un anno e con il quale fa lunghe passeggiate serali a Villa Borghese, passando per via Ulisse Aldrovandi piena di prostitute, molte delle quali uomini.

Scopriamo la sua grande confidenza con la sua amica iraniana Tina Dehghani con la quale arriva addirittura a pensare l’impensabile pensiero di dar vita a un piccolo mostriciattolo miagolante (!).

Scopriamo l’atteggiamento da Regina di Siouxsie, che sarebbe capace di “fissarti immobile mentre muori agonizzante sulle strisce pedonali”,  l”ossessione dei giornalisti che scrivono sempre male di Morrissey e alterano completamente il senso delle sue parole,  e il curioso episodio in cui Morrissey viene invitato a partecipare a un episodio di Friends, purché canti con voce “fortemente depressa”, clausola che fa scappare Morrissey a gambe levate.

Si imparano quindi tante piccole curiosità sulla vita di Morrissey, ed è ancora più bello leggere questo libro in inglese perché spessissimo vengono fuori giochi di parole con i titoli o i versi delle canzoni scritte da lui.

Una cosa che mi ha colpita è stato l’abbondare di morti tra i suoi amici, parenti, musicisti, produttori ecc…quasi un’ecatombe che ignoravo. E la riflessione sul cancro che si porta via in brevissimo tempo sua zia Rita, l’impossibilità di fermare qualcosa che sembra inesorabile, e che succhia via la vita da dentro. E se un momento Rita vuole vivere, dopo tanta sofferenza è anche pronta a lasciarsi andare al sonno eterno.

Alla fine del libro, pur avendo letto alcune pagine con momenti di noia inesorabile e poi picchi di interesse vivace, ho concluso che Morrissey è sempre Morrissey e sono felice di aver letto anche questo libro (che tra l’altro in Uk ha suscitato un vespaio di polemiche essendo stato pubblicato nella collana dei classici Penguin). Ma Morrissey è unico, forse è questa la ragione di una scelta così controversa…

Voto 7/10

Recensione pubblicata anche su Stories from the Underground

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A song in the daylight di Paullina Simons

Ho letto così tante recensioni negative su questo libro, che mi ero quasi scoraggiata. Ma più andavo avanti a leggerlo e meno mi sembrava possibile che parlassero dello stesso libro, eppure…è così.

A song

Che dire, non mi faccio assolutamente influenzare dalle recensioni, perché a me questo libro è piaciuto smisuratamente.

Leggo tantissimi libri, sia cartacei che ebook e non è poi così  frequente il fatto che un libro mi prenda così tanto da esercitare su di me un potere di “magica attrazione”. Con questo libro mi è successo. ci pensavo al lavoro, dicendomi:  dopo vado a casa e leggo qualche altro capitolo, pregustando l’emozione di andare avanti in una storia che cattura.

La protagonista del libro, Larissa, è una donna di quarant’anni che si barcamena in un’esistenza fatta di figli da accompagnare di qua e di là, incastrando i loro impegni come pezzi di un puzzle, una compagnia di teatro dove dirige rappresentazioni sempre tratte da opere di Shakespeare. Un’amica che vive nelle Filippine, con la quale intrattiene una corrispondenza. Un marito molto, forse troppo, preso dal lavoro, ma che per il compleanno decide di regalarle una cosa da nulla:  una Jaguar extra lusso. Tanta ricchezza dunque, ma anche una vita che aspetta uno scossone dal destino.

E lo scossone arriva nella forma di un giovane di 21 anni, Kai, che va in giro in moto e che affascina Larissa. Inizialmente i due si incontrano diverse volte per caso, fino a che Larissa entra nel concessionario per scegliere la Jaguar e l’incaricato a mostrarle la macchina è proprio Kai. Pian piano Larissa vede le proprie difese crollare e cede a una passione forte come un’ubriacatura. Resistere a Kai diviene totalmente impossibile.
Larissa riesce a portare avanti per oltre un anno una doppia vita che, incredibilmente, il marito sempre preso dal lavoro non scopre. Fino a che non avviene l’irreparabile. Messa davanti a un bivio da Kai, Larissa prende la decisione più difficile.

Quello che accade dopo non lo racconterò, ma il libro si legge senza mai volerlo posare. Il finale non è quello che ci si attenderebbe e lascia la porta aperta a un turbinio di emozioni. Perché mentre si legge si vive insieme a Kai e Larissa, si trema pensando a quando lei verrà scoperta, si immagina la rabbia del marito, l’eventuale dolorosa rinuncia di Larissa…ma tutto rimane nell’aria.

Chissà se questo libro uscirà mai in italiano. In inglese è stato una lettura indimenticabile, credo che lo terrò in bella vista sullo scaffale della libreria per quando avrò voglia di immergermi di nuovo in questa storia. Tanto sono solo 767 pagine… :)

Voto 10/10

Recensione pubblicata anche su Stories from the Underground

Category: libri da rileggere, libri drammatici  Comments off